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SIAMO NOI SARDISTI ...

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Il partito dei diritti civili e della difesa dei più deboli, siamo noi sardisti.

Il partito della democrazia e della difesa dei cittadini contro la discriminazione, siamo noi sardisti.

Il Partito della tutela della Sardegna costi quello che costi, fino alla morte, siamo noi sardisti.

Così siamo nati e così siamo rimasti.

Rivoluzionari contro il malaffare governativo, repubblicani e azionisti sotto il Regno d’Italia, antifascisti durante il ventennio, europeisti della prima ora, autonomisti nella costituente, schierati per la libertà e per i diritti del nostro popolo sempre, fino alla rivendicazione dell’indipendenza e del federalismo oggi.

E così siamo rimasti, fino ai nostri giorni. Abbiamo molto sbagliato, alcuni singoli hanno tradito, ma l’idea è rimasta viva, il Partito sardo è forte, noi ci siamo sempre.

Accettiamo le critiche e vogliamo che lo studio dei nostri errori e delle nostre debolezze ci aiutino a rispettare meglio l’idea; ma non si permettano, tutti questi quaqquaraqquà, di dire dove ci dobbiamo collocare e cosa dobbiamo fare: ad alcuni riconosciamo il diritto di suggerirlo e li ascoltiamo, alla gran parte dei ciarlatani interessati di questi giorni non lo permettiamo.

Nel 1949-50 Titino Melis, appena uscito dal carcere fascista, girava la Sardegna chiedendo ad ogni sardista, anche al più povero, lo sforzo di una lira per il Partito, per poter risorgere, per poter contare. Servì a sopravvivere ed a continuare la testimonianza. Oggiano e Mastino rinunciavano alla pensione da parlamentare, ritenendolo giusto.

Negli stessi giorni il partito comunista riceveva imponenti finanziamenti russi, tutti contabilizzati, con denaro trasportato dentro grandi sacchi di iuta nera; e il partito della democrazia cristiana veniva finanziato senza risparmio dai dollari americani. Per anni e anni.

Tutti questi traditori della patria erano uniti solo nel dividersi l’Italia ed il potere con patti occulti, e nell’emarginare gli uomini e le idee che non appartenevano al loro universo: fra essi gli uomini e le idee del Partito sardo, unico superstite politico, organizzato ed ancora (loro malgrado) testimone del pensiero azionista, autonomista e democratico che loro tradivano.

Prima i fascisti ed i comunisti hanno carcerato ed ucciso i nostri martiri.

Oggi, gli eredi pallidi e sbilenchi di quel mondo, continuano a considerarci un elemento fastidioso, non comprensibile, fuori dall' unico schema politico che conoscono: italiano, piccolo borghese e tranquillizzante.

Ed intanto la Sardegna, grazie a loro, si spopola e precipita nella miseria.
Continuate così, maledetti stolti, continuate a pensare che tanto qualcuno vi verrà sempre in soccorso, continuate a pensare di poter fare a meno, in Sardegna, del Partidu Sardu-Partito Sardo d’Azione: vi sveglierete bruscamente, e da allora in poi ci potrete solo rincorrere.

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