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"La nostra Sardegna - Un progetto di governo e di speranza" - Villagrande Strisaili 20 - 21 - 22 ottobre 2017

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Cari Sardisti, 

questo tempo, la particolare gravità della situazione che la Sardegna sta attraversando, chiama il nostro Partito ad una grande responsabilità: costruire un'alternativa al modello di governo attuale, che non solo - come può avvenire nelle umane venture - ha fallito, ma sta arrecando danni strutturali che pagheremo tutti per i prossimi decenni. La vertenza entrate, gli accordi scellerati con lo stato italiano, il tentativo di riformare il sistema sanitario senza idea e senza progetto, la disastrosa gestione dei trasporti, il caos istituzionale delle Province e della sedicente riforma degli enti locali: l'Isola è allo sbando ed allo strenuo delle forze; dilagano nuove povertà e solitudini e sofferenze esistenziali senza precedenti mentre nulla si è fatto per il lavoro e lo sviluppo. 

Troppo è stato concesso alle esigenze neo-coloniali dello stato in ogni settore, lasciando che supinamente fossimo scippati delle nostre risorse, usati come servitù militare, industriale, ambientale ed in ultimo come terra di sbarco incontrollato di migranti e disperati, ai quali non abbiamo in verità né strutture né risorse per offrire una vita migliore o una integrazione possibile. Le campagne sono al collasso e le zone interne soffrono un abbandono ed uno spopolamento senza precedenti.

Dopo quasi quattro anni di occupazione integrale del potere, la serafica prosopopea dell'Accademia al governo non incanta più nessuno. Anzi, v'è piuttosto un sentimento ed una consapevolezza diffusa che abbia fatto ben peggio della politica.

Dinanzi a tutto ciò, Noi, con la nostra storia - che dopo un secolo è parte integrante della più ampia vicenda di questa nostra amata Terra - non possiamo tirarci indietro. Dobbiamo chiamare a raccolta, aggregare e mettere a sistema tutte quelle energie civiche, culturali e politiche che possono, insieme, costruire un'idea diversa di Sardegna. Un'idea che restituisca dignità, lavoro, crescita e benessere ai Sardi fin da subito.

Certo, abbiamo tutta la consapevolezza dei nostri tanti limiti - numerici, economici e finanche personali. Ma le nostre ragioni sono più grandi di noi! Ed è per questo che dobbiamo rompere gli indugi e rispondere alla domanda di sardismo, di identità, di autorevolezza nel governo che l'intera società sarda ci ripropone con forza.

L'ambizione di un simile progetto pretende, però, preliminarmente, un'incisiva azione di ristrutturazione interna del Partito: non parlo di aspetti formali o di tecnicalità organizzative, serve una svolta sostanziale a partire dai rapporti personali e politici tra noi, una riappacificazione autentica e complessiva, che pur nel rispetto di differenti visioni o sensibilità restituisca comunque centralità agli obiettivi comuni ed ai valori di fondo che ci uniscono indissolubilmente nella militanza. L'unico confine insormontabile è e deve tornare ad essere proprio questo: esiste una tavola valoriale di riferimento che unisce in un continuum i nostri padri fondatori a tutti noi, concorrendo a consolidare una tradizione sardista riconoscibile e qualificante, fissata nel nostro statuto. Dentro questo perimetro si può discutere, confrontarsi, trovare sintesi nel reciproco rispetto. Oltre, si è naturalmente fuori dal sardismo e non è bene per il partito che qualcuno si convinca di poter parlare fregiandosi del titolo di sardista in assoluta anarchia, disorientando l'elettorato che finisce con lo smarrire la riferibilità del PSd'Az alle sue ragioni fondanti, alla sua storia ed ai suoi valori.

Al cospetto di queste sfide, abbiamo l'obbligo di provare a consolidare il gruppo, a "fare spogliatoio", a riprendere il nostro naturale ruolo di avanguardia.

Per questo, ho deciso di proporre a tutti i dirigenti del Partito (Segreteria, Direzione, Consiglio Nazionale, Amministratori locali) un ritiro di tre giorni per il fine settimana dal 20 al 22 ottobre p.v. nel quale poter discutere liberamente tra noi, come sardisti tra sardisti, senza i formalismi e le rigidità delle riunioni ufficiali e spogliandoci dei differenti ruoli e posizionamenti. Credo possa essere l'occasione per i chiarimenti che servono, per rafforzarci come gruppo dirigente e per rilanciare davvero un'azione unitaria del Partito verso l'esterno. Non ci saranno elezioni o votazioni da fare ma solo un confronto che auspico sereno e costruttivo sui grandi temi da affrontare per la Sardegna e sulle iniziative da portare avanti per costruire un'alternativa di governo della Sardegna all'altezza delle aspettative del nostro Popolo.

Come potrete vedere dal programma allegato, ci saranno anche diversi momenti di ascolto su materie e temi specifici preordinati alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo: ospiteremo esperti e tecnici e ci confronteremo anche sulle diverse visioni di governo dei partiti che attualmente operano in Sardegna. Avremo un importante Focus internazionale per poi giungere, nell’ultima giornata programmata, all’incontro con tutte le forze identitarie tradizionali ed emergenti per comprendere i margini di condivisione di un percorso comune che possa tradursi in un’offerta politica credibile ed eleggibile per i Sardi.

Nell'auspicio di una partecipazione ampia e condivisa, la Segreteria organizzativa è a disposizione per ogni eventuale chiarimento e/o approfondimento.

Fortza Paris!

Christian Solinas – Segretario Nazionale del Partidu Sardu – Partito Sardo

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