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Solidarietà e sostegno del PSd’Az ai pastori sardi: “Programmare da subito il rilancio del comparto con strategie e risorse vere”

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Il Psd’az è solidale con tutti i pastori e gli agricoltori della Sardegna per la difficilissima situazione nella quale è precipitato l’intero comparto, oggi ulteriormente piegato dal dramma della siccità e dalla piaga degli incendi, e ne supporta le legittime rivendicazioni, richiamando in primis la Giunta regionale assieme ai partiti che la sostengono, a trovare finalmente la forza di intraprendere azioni concrete ed efficaci, che sappiano andare oltre l’estemporaneità delle solite ed inconcludenti dichiarazioni di rito”.

Questa la dichiarazione del Segretario nazionale del Psd’az Christian Solinas, sulla situazione di estrema crisi in cui versa il comparto agricolo della Sardegna. Il Segretario sardista auspica inoltre che “la numerosa partecipazione popolare e delle Istituzioni locali alla manifestazione organizzata dal Movimento dei Pastori Sardi rafforzi i presupposti per l’unità del settore e per un indispensabile confronto al suo interno, con le organizzazioni di categoria e con l’intera società sarda”.

Per Solinas infatti “occorre subito una strategia di rilancio e valorizzazione del comparto agro-pastorale e dell'intera ruralità come elemento fondante della nostra identità di Popolo. La crisi di oggi viene dalla mancata programmazione e da un immobilismo che ha reso l'emergenza "strutturale": il mondo delle campagne e le zone interne – prosegue il leader dei Quattromori – rappresentano un patrimonio inestimabile di cultura, tradizioni, produzioni di eccellenza che non possono essere ridotte all'elemosina estemporanea di una politica distratta e inconsapevole. Servono perciò risorse e battaglie politiche vere ed incalzanti a tutti i livelli, anche per ottenere eventuali deroghe rispetto alla disciplina comunitaria che consentano un sostegno concreto alle aziende ed agli allevatori per uscire dalla crisi e programmare il futuro”.

“Se i pastori sono oppressi quotidianamente dall'incombenza dei debiti, siano essi verso il sistema bancario, la vecchia Equitalia o l'INPS, e si ritrovano soli ad affrontare emergenze di ogni tipo dalla siccità agli incendi fino alle epizoozie, non è pensabile superare lo stato di perenne emergenza. Vanno poi affrontati – conclude Christian Solinas – i nodi strutturali del sistema, a partire dalla bassa produzione di latte per capo ovino, ai costi fissi ed alimentari eccessivamente elevati fino alla necessità di razionalizzare la gestione aziendale, i sistemi di raccolta del prodotto e la ridefinizione dei rapporti con i grandi trasformatori: deve affermarsi la diversificazione del prezzo del latte in base alla qualità per giungere a prodotti finiti migliori e soprattutto va superata la consolidata cultura del monoprodotto (pecorino romano in particolare) per concentrare la produzione verso i formaggi che i consumatori gradiscono e che, di conseguenza, il mercato richiede maggiormente”.

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