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Nel PSd’Az le polemiche strumentali e la vecchia politica non possono avere più spazio

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Il Consiglio Nazionale di sabato 1 luglio, credo abbia lasciato in molti sardisti un senso di insoddisfazione e numerose domande aperte; infatti, il ritrovarsi dopo tanto tempo, forse aveva creato aspettative differenti, sia in me che - mi sembra di poter dire - in tanti altri sardisti.

Doverosamente  devo ricordare a tutti che il Consiglio nazionale è il motore propulsore del Partito, e perciò, durante le sue riunioni, i massimi rappresentanti del Partito dovrebbero esprimere il meglio di se stessi per quanto riguarda proposte politiche, analisi dei fatti contingenti la vita politica quotidiana, supporto all'azione politica espressa dal Segretario ed attuazione delle linee guida che sono scaturite dall'ultimo Congresso.

Ma non sto a ripetere quanto tutti dovrebbero conoscere bene, anche perché espresso sinteticamente nello stesso Statuto del Partito.

Alcuni interventi che ho ascoltato (e li ho ascoltato tutti, e volutamente non sono intervenuto perché non voglio ritornare alle esperienze passate ed ad un utilizzo improprio del Consiglio nazionale) hanno espresso nella loro sintesi una critica più o meno palese contro il Segretario, scaricando su di lui una serie di addebiti discutibili nel loro contenuto che dovrebbero invece essere rivolti a tutti.

Non faccio l'avvocato difensore del Segretario (non ne ha bisogno), ma proprio perché lo stimo, sono stato molto critico nei suoi confronti, ma sempre estremamente propositivo.

In tanti ormai si è consolidata la pessima e colpevole abitudine di criticare ciò che altri fanno, rimanendo comodamente seduti nella poltrona dell'immobilismo più assoluto, e di fare analisi volutamente errate, spesso strumentali al conseguimento di poltrone o rendite di posizione.

Durante il Consiglio Nazionale del 1 luglio scorso, ho avuto sentore di alcune manovrine miseramente fallite che più che proporre tendevano a mettere in crisi l'unica proposta in  Consiglio, e naturalmente chi cercava di organizzare la fronda, visto il fallimento, ha tagliato la corda.

Trovo imbarazzante quanto ha detto Salvatore Giaccu, eletto nella maggioranza al Congresso Vice Presidente e ora facente funzioni di Presidente in attesa che il Consiglio Nazionale o un Congresso straordinario voti un nuovo Presidente.

Non condivido il contenuto di quanto ha detto perche non riscontro nella vita del Partito nè una grave crisi, nè un calo vertiginoso di consensi, nè un ambiente dilaniato da diatribe di posizionamento, nè gli scarsi argomenti da mettere in campo.

Forse una più attenta analisi del voto gli avrebbe fatto cogliere elementi di diverso valore e una più accorta disamina delle realtà locali, che avrebbe  evidenziato la diversa qualità del voto.

Un grosso libro di tanti anni fa aveva il titolo "La Sardegna quasi un Continente"; titolo orgoglioso e se vogliamo megalomane, ma in alcuni aspetti molto veritiero.

Veritiero anche per quanto riguarda i venti che, sopratutto riferito a quelli politici, non spirano in tutta la Sardegna con la stessa intensità.

Contrariamente a quanto concerne per i venti naturali, infatti, quelli politici non sono generati da eventi atmosferici, ma bensì dalla volontà e credibilità degli uomini.

In Sardegna il vento sardista ha diverse intensità e tutte direttamente proporzionali all'impegno politico di tante persone e alla loro credibilità. 

I risultati arrivano dove i sardisti sono credibili e dove il popolo sardo da i consensi; se ci sono calme di vento la responsabilità non è del Segretario ma di chi dovrebbe generare uragani di consensi perché riesce a rendere le parole del sardismo credibili.

Non siamo un Partito allo sbando in cerca di una coalizione vincente, questa è politica vecchia, esaurita di recente, ma dobbiamo prendere atto che  certamente quella attuale   si basa su presupposti di consensi trasversali ai sardi nella consapevolezza che  non possiamo rinunciare a governare per condizionare le azioni di governo.

Il PSd’Az sta per girare la Boa del secolo e, nella storia politica dei partiti che hanno avuto parlamentari, risulta essere il piu vecchio Partito.

Con grande orgoglio ho partecipato da Segretario Nazionale alle commemorazioni dei 50 anni dell'Assemblea Costituente la Repubblica italiana, non perche mi senta italiano unitario, ma perche i nostri rappresentanti parteciparono alla formulazione della Costituzione che esalta i valori della democrazia, che sono altrettanto validi anche per il popolo sardo.

Ho sentito parlare di umiltà, "serve essere umili", con chi e per che cosa?

Sono orgoglioso di essere sardo e sardista, non vengo a compromessi con nessuno e non rinuncio ai valori del mio Popolo nè a tutto ciò che rappresentano i valori del sardismo.

Il  dialogo è altra cosa, ma non rinuncio, e tanti sardisti non rinunceranno lo stesso, a ciò che il nostro Partito - generazione su generazione - ha costruito per accondiscendere partiti o movimenti inconsistenti.

L’umiltà porta a rinunciare, a cercare compromessi  e a svalutare un immenso patrimonio morale che abbiamo ricevuto dai nostri vecchi sardisti e che trasmetteremo immutato.

Perciò non posso condividere che l'obiettivo di un malcontento diventi solo il Segretario; mi sembra di ripercorrere un film già visto.

La creatività e il dibattito politico appartengono ad ogni sardista e le linee sono state indicate nella tesi Congressuale della maggioranza, anche se è compito di ognuno elaborare e portare ogni elemento di proposta programmatica in Consiglio Nazionale.

In un passaggio, il Presidente F.F. richiama Facebook come fosse per antonomasia un elemento negativo e occasione di perdita di energie.

In tanti si infastidisco per ciò che viene scritto, alcuni ne abusano e per carenza di argomenti utilizzano offese che a quattrocchi si guarderebbero dal ripetere.

Ma se ciò che si scrive fosse serio e non provocatorio per conto terzi, anche Facebook sarebbe un mezzo eccezionale per far conoscere il pensiero e il progetto sardista.

Insomma, il malcontento comune deriva dalla mancanza di momenti di confronto consoni, e per questo si possono muovere pesanti rilievi soltanto a chi doveva convocare il Consiglio Nazionale, convocato soltanto 4 volte in quasi due anni, che è il sintomo di una pessima interpretazione delle funzioni di Presidente.

Il Segretario è il rappresentante del Partito, il Presidente ha compiti diversi e di garanzia dello Statuto, non può sostituirsi ne fare autonomamente politica.

Ha il compito di stimolare e garantire la democrazia interna, non invece quello di fare i pistolotti al Segretario e sostituirsi ad esso.

Il Consiglio Nazionale non può più deludere nessuno, dunque, e non deve durare qualche ora ma , secondo le tradizioni sardiste, almeno una giornata, e avere una cadenza almeno quindicinale.

Chi avanza intendimenti diversi e lo vede come perdita di tempo, non ha bisogno di essere Consigliere Nazionale, si può fare i sardisti anche dalla poltrona di casa propria.

Una Presidenza uscente - lo voglio ripetere - ha  male interpretato le sue funzioni e ci ha portato a rallentare l'azione politica.

Ora che abbiamo un Presidente F.F., dimostri di interpretare i compiti Statutari convocando con spirito di dovere il Consiglio Nazionale e non ripetendo gli errori di chi l’ha preceduto.

Forza Paris!

Antonio Delitala – Consigliere Nazionale ed Ex Segretario Nazionale PSd’Az

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