Il senso del Giorno della Memoria si traduce in azione efficace di lotta contro l’odio antisemita

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Il senso del Giorno della Memoria, che celebra oggi il 74° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ci ricorda una pagina di storia contemporanea d’Europa tristissima e terribile, rendendoci al contempo consapevoli, ed in un certo senso proprio obbligandoci attraverso questo ricordo, alla necessità di doverlo tradurre in azione quotidiana concreta ed efficace di lotta contro l’odio antisemita e contro ogni altra forma di discriminazione od emarginazione delle altre minoranze.

Certamente si tratta di un’occasione con straordinari effetti moltiplicatori per informarsi meglio, conoscere, approfondire, ed infine confrontarsi attorno alle persecuzioni antiebraiche degli anni ’30 e ’40 del Novecento culminate con la terrificante attuazione della “Soluzione finale” da parte del regime nazista, con la collaborazione attiva o passiva di tanti – troppi – individui ed istituzioni.

La conoscenza e la consapevolezza di cosa sia stata la Shoà ed il percorso storico di emarginazione e persecuzione del popolo ebraico e di altre minoranze che ne ha posto le basi, induce noi tutti ad una riflessione profonda, al contempo individuale e collettiva, e suscita ulteriori considerazioni, sugli spettri del nuovo antisemitismo che oggi appare rialzare prepotentemente la testa con modalità subdole ed inquietanti.

In Israele nel Giardino dei Giusti tra le Nazioni, a Yad Vashem, dal 1997 c’è un albero dedicato a Vittorio Tredici (Iglesias 1892 – Roma 1967), ufficiale combattente decorato al valor militare nella Grande Guerra ed uno dei più importanti fondatori del PSd’Az e animatore del sardismo cagliaritano nel primo dopoguerra.

Vittorio Tredici, dopo aver combattuto lo squadrismo con le camicie grigie sardiste al fianco di Emilio Lussu, aderì in seguito al sardo-fascismo con Egidio Pilia, Giovanni Cao, Enrico Endrich e Paolo Pili che sognavano illusoriamente di influenzare in senso autonomista e sardista il fascismo isolano, diventando prima commissario prefettizio (1924-1926) e quindi Podestà (1927-1920) di Cagliari, dove operò con onestà ed efficienza.

Successivamente, l’attività di Vittorio Tredici si estese al sostegno della Resistenza a Roma, con grande rischio della propria vita e di quella dei familiari.

Egli, per le sue attività umanitarie, per aver rischiato la vita nel salvare da morte sicura famiglie di Ebrei, Vittorio Tredici ottenne postumo il riconoscimento di Giusto fra le Nazioni che gli fu conferito il 16 giugno 1997.

Credo che questo breve riferimento ad uno dei padri fondatori del PSd’Az, sia doveroso ed in un certo qual modo dovuto, in coerenza della memoria esatta dei fatti storici che appartengono alla storia, e che un Partito longevo come il nostro ha l’obbligo di conservare ed anche rivendicare con orgoglio.

Tutto ciò, nell'auspicio che il 74° anniversario della liberazione di Auschwitz sia il momento per ricordare ed onorare la memoria di tutte le esistenze cancellate dal folle piano nazifascista, ma anche per riflettere e tradurre – come già detto –  tale consapevolezza in azione concreta di lotta contro l’odio antisemita e contro ogni altra forma di discriminazione od emarginazione delle altre minoranze.